Forme astratte che si muovono da una colonna ferma verso una serie di passaggi collegati
Da chi risponde a chi agisce: l'idea dietro la modalità agente.
ChatGPT · Strumenti · Agenti

ChatGPT che fa le cose: dall'assistente all'agente

Redazione IA da Zero · 17 luglio 2025 · Lettura 3 min

Per anni ChatGPT ha solo risposto alle domande. Ora può anche agire: apre pagine web, compila moduli, usa strumenti e porta a termine compiti al posto tuo. OpenAI ha unito queste capacità in un'unica "modalità agente". Vediamo cosa significa davvero, e dove serve prudenza.

In breve

Da "rispondere" a "fare"

Fino a poco fa ChatGPT scriveva testi e dava risposte. Tu leggevi e agivi. La novità è che ora può agire da solo: aprire siti, cliccare bottoni, riempire moduli, leggere file e mettere insieme informazioni da fonti diverse.

OpenAI chiama questa funzione "modalità agente". La attivi da un menu dentro ChatGPT e scrivi cosa vuoi ottenere. Da lì il sistema ragiona e compie i passaggi al posto tuo, mostrandoti cosa sta facendo.

In parole povere

In parole povere: prima ChatGPT ti diceva come fare una cosa. Ora può provare a farla lui, mentre tu guardi.

Come è nata questa capacità

Il punto di partenza è stato "Operator", presentato da OpenAI all'inizio del 2025. Era un assistente capace di usare un browser e compiere azioni sul web, disponibile come prodotto a sé.

A luglio 2025 OpenAI ha unito tre cose in un'unica funzione dentro ChatGPT: l'abilità di Operator di usare i siti, la ricerca approfondita sul web e la conversazione di ChatGPT. È nato così "ChatGPT agent". Il vecchio sito separato di Operator è stato poi chiuso a fine agosto 2025: oggi la capacità vive dentro ChatGPT, non come app distinta.

Per "vedere" le pagine, l'agente usa schermate del proprio browser virtuale. Così riesce a leggere il sito, cliccare e compilare i campi. Ha a disposizione anche un browser testuale più semplice, un terminale e dei collegamenti ad app esterne come Gmail o GitHub.

Cosa cambia, e dove fare attenzione

Nell'uso di tutti i giorni può fare ricerche lunghe, confrontare opzioni su più siti, riempire un modulo o sistemare un foglio di calcolo. Lavoro noioso che prima facevi a mano.

Ma resta uno strumento giovane, e può sbagliare: leggere male una pagina, scegliere l'opzione sbagliata, bloccarsi davanti a un sito difficile. Per questo serve prudenza.

OpenAI ha messo dei freni. Prima di un'azione con conseguenze reali, come un acquisto o l'invio di un'email, l'agente è addestrato a chiederti il permesso. Tu puoi seguirlo mentre lavora, metterlo in pausa o fermarlo. Esiste anche una modalità in cui prendi tu il controllo del browser, utile per i passaggi delicati come l'inserimento di una password: in quei momenti, secondo OpenAI, il modello non vede i dati che digiti.

Il consiglio pratico: usalo per compiti dove un errore non costa caro, controlla cosa fa e conferma con calma le azioni importanti. È un aiuto, non un sostituto da lasciare solo.

Cosa cambia per te

Cosa cambia per te

Tre cose da ricordare sulla modalità agente:

In una riga

ChatGPT non è più solo chi risponde: ora prova a fare le cose, ma tu resti al posto di guida.

Fonti

Articolo divulgativo: i fatti sono rielaborati con parole nostre a partire dalle fonti citate. Per i dettagli ufficiali rimandiamo alle pagine originali. Aggiornato al 17 luglio 2025.

Domande frequenti

Devo pagare per usare la modalità agente?

Sì, è una funzione dei piani a pagamento di ChatGPT. Al lancio è arrivata sui piani Pro, Plus e Team, poi estesa ad altri piani business ed education. Verifica la disponibilità sul tuo account.

L'agente può fare acquisti o inviare email da solo senza chiedermelo?

No, è addestrato a chiederti conferma prima di azioni con conseguenze reali, come un acquisto o l'invio di un'email. Puoi anche metterlo in pausa o fermarlo in qualsiasi momento.

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